Come stare bene in coppia: analisi delle qualità

Nel capitolo precedente abbiamo dato un’occhiata agli atteggiamenti che minacciano la sanità di una relazione, generando crisi, tradimenti e cosi via… vediamo oggi la parte salutare della relazionalità, ossia le qualità per stare bene in coppia.

stare bene in coppia

La comunicazione emotiva

La comunicazione EMOTIVA: saper comunicare bene significa saper empatizzare e l’empatia, spesso, non viene insegnata. In pochissime parole questa è la capacità di sintonizzarsi con lo stato affettivo dell’altro, scavalcando agilmente le proprie difese. Significa saper mostrare all’altro la propria vulnerabilità e il proprio mondo interno sapendo anche ascoltare il suo.

Sappiate che questo punto è spesso il fine ultimo di una terapia di coppia, immaginate perciò quanto sia fondamentale per riuscire a comunicare in modo funzionale, reciproco, romantico.

Anche romanticismo e affettività fanno parte di quella comunicazione: svelare i propri sentimenti di affetto al partner è un atteggiamento che tende pian piano perdersi nel tempo. Provate a pensare a come comunicavate all’inizio della vostra relazione e come lo fate adesso: sono convinto che sia totalmente diverso: non peggiore, né migliore, solo diverso.

Questo perché l’altro è diventato un oggetto più stabile; dopamina, serotonina e testosterone si sono calmati e forse tendiamo a dare l’altro un po’ più per scontato. È abbastanza fisiologico eppure, dimenticarsi di comunicare con regolarità il proprio affetto allontana dalla comunicazione emotiva e allontana l’altro. Perciò ricordatele/gli spesso quanto affetto provate.

fiducia e accettazione

Fiducia: quando sentite fiducia nei vostri confronti, come vi sentite?

Bene, per gli altri funziona allo stesso modo, allenate la vostra fiducia negli altri e nel mondo.

Comunque vada rimarrete voi con voi.

L’accettazione è forse la qualità più scontata tra queste, eppure… sapete quante persone non accettano i propri partner con i loro atteggiamenti? Una sana dose di critica è funzionale, può aiutare l’altro a rimodularsi anche in base alle nostre esigenze. Ad esempio: “credo che lui sia tendenzialmente tirchio e io avrei piacere se mi offrisse una cena ogni tanto. Gli comunicherò perciò quanto io tenga a questo con impegno, evitando di criticare in modo distruttivo e rifiutante.”

Accettare l’altro non significa accettare i suoi pregi e difetti in modo indistinto, sarebbe utopico, forse idealizzato e probabilmente poco funzionale. Accettare l’altro significa aiutarlo a superare quei lati meno funzionali al suo fianco e crescere insieme, in relazione.

l’Onestà (almeno quella intellettuale)

Onestà, quando necessaria. In molti spesso confondo l’onestà con l’idea di dover dire tutto, sempre e comunque. Non è così. In coppia si dice solo ciò che fa bene alla coppia, niente di più, niente di meno. Ci sono dei confini da rispettare e il dire tutto implica sconfinatezza e de-individuazione. L’onestà poi, più che su un piano giudicante o morale, deve essere intesa su un piano intellettuale in cui si esprime all’altro il proprio pensiero e/o sentimento spoglio da pregiudizi.

Cazzarola quanto è difficile, vero?

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Un po’ di sano humour per sdrammatizzare!

Se sei arrivato a questo punto della lettura, probabilmente avrai deciso di riflettere sul tuo rapporto se non di rimanere single a vita, ti capisco! È proprio a questo punto che entra in gioco l’humour!

Il senso dell’umorismo permette di alleggerire situazioni complesse, intricate e spesso pesanti. Il senso dell’umorismo permette una skill FONDAMENTALE in un rapporto sano, ossia la capacità di saper DISINNESCARE situazioni potenzialmente o effettivamente conflittuali. Una battuta spesso salva da discussioni infinite e ore di rotture di palle!

“cicci, pucci, picci”

Tra le qualità essenziali voglio aggiungerne una che conoscono in pochi e che ti voglio svelare come segreto, perché se hai letto fin qui vuol dire che questo discorso ti appassiona e io ti voglio bene: il linguaggio infantilizzato. Le coppie spesso sviluppano sistemi linguistici unici e spesso incomprensibili ai più: questo perché condividono un universo di significati unico e irripetibile.

Il mio consiglio (mi permetto) è quello di arricchire quel sistema linguistico con un linguaggio a volte infantile, tenero, morbido, tale da riuscire a far parlare i vostri bambini interiori con più forza e direzione che una conversazione da adulti riuscirebbe a fare! Voci, vocine e vocette possono aiutare a districarvi da situazioni ingarbugliate ed esprimere molto di più i vostri bisogni affettivi!

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“Oh Santa pazienza!”

Quante volte avete sentito dire questa frase? Magari da una nonna verso un nonno polemico!

La pazienza è una qualità che si può imparare con il tempo facendo tesoro di quanto finora ci siamo detti: accettazione, affettività, confini.

la consapevolezza della propria libertà

Tra tutte le qualità per stare bene in coppia, questa è forse la più essenziale: la libertà. La vostra vita è unica e solo vostra. Spesso lo dimentichiamo. Ricordarsi questo significa sperimentare la gioia di poter essere liberi e svincolati da qualunque tipo di costrizione coniugale e relazionale, ovviamente nel rispetto dell’altro. Pensate a quando vi fate un regalo, o quella volta che con il vostro primo stipendio vi siete comprati quella cosa che avevate tanto desiderato: che bella sensazione, vero? Bene.

Ricordarsi di essere liberi significa potersi prendere i propri spazi, progettare una vacanza per sé, scegliere di cambiare lavoro, dedicarsi il proprio tempo, chiudendo lo spazio del Noi relazionale a favore del sacro spazio dell’Io relazionale, che è fondamentale: perché per stare bene insieme all’altro, bisogna comunque saper stare bene da soli.

Quali sono le qualità della coppia per star bene insieme?
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