Le difese psicologiche: brevemente

Torniamo a parlare un po’ di psicologia e lo facciamo ripartendo da un caposaldo della materia:

le difese psicologiche

Ciascuno di noi mette in atto – si anche tu essere meraviglioso– in modo inconsapevole e spontaneo, una serie di pensieri e comportamenti a carattere ansiolitico, che sono il frutto di ciò che siamo stati e cosa abbiamo imparato dal mondo: posso aver imparato a non esprimere bene i miei bisogni ad esempio, perché ogni volta che lo facevo venivo ridicolizzato o svalutato.

Perciò è molto probabile che, avendo sperimentato quel modo di stare, oggi io possa rimettere in atto quello stesso meccanismo svalutante verso gli altri: questa è la svalutazione, una difesa a carattere narcisistico che serve a proteggersi dal timore di poter essere ancora una volta svalutati anticipandone l’azione.

I meccanismi di difesa sono tanti e si dividono in maturi, ossessivi, nevrotici, narcisistici e di diniego. Ciascuno di questi comporta un vantaggio definito “secondario”: faccio ciò che faccio perché questo è il modo di farlo che io conosco e ho imparato.

Questo perché sperimentare una nuova modalità di pensiero o comportamento, porterebbe a sperimentare parallelamente l’angoscia dell’ignoto, ovvero l’essere altro rispetto a ciò che mi è stato insegnato debba essere l’essere, lo stare con me e con gli altri.

Qui ve le elenco soltanto, perché sono tante, servirebbero diversi post e perché anche io ogni tanto (che sono smemorino) ho bisogno di ripassarle. Se vi interessa approfondirle ci sono tantissimi articoli online che ne parlano.

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meccanismi di difesa possiedono alcune caratteristiche comuni, tra cui:

  • non sono irreversibili, possono cambiare con il tempo

  • Sono metodi per gestire le situazioni negative, in particolare modo che scaturiscono da un problema relazionale.

  • Sono automatici e inconsci

  • Sono sia adattivi che disadattivi: ossia sono meccanismi utilizzati normalmente ma se vengono estremizzati o utilizzati rigidamente possono essere sintomo di una patologia.

Tra le difese più mature:

– l’anticipazione, l’umorismo, l’autoaffermazione, l’autoosservazione, la sublimazione, l’altruismo, l’affiliazione e la repressione;

Ossessive:

– isolamento dell’affetto, annullamento retroattivo, intellettualizzazione;

Nevrotiche:

– rimozione, spostamento e formazione reattiva;

Narcisistiche:

– onnipotenza, idealizzazione e svalutazione… quelle più di moda oggi per intenderci!

Diniego:

– negazione, proiezione, razionalizzazione.

Quali difese credi ti appartengano maggiormente?

Come dicevo, ciascuno di noi le mette in atto più o meno consapevolmente: riconoscere i propri meccanismi di difesa significa imparare a gestire quei comportamenti, sensazioni e pensieri in modo più funzionale, facendolo sia per sè che per e con gli altri. Significa conoscersi meglio e quindi anche autoregolarsi meglio, gestendo in modo vantaggioso le proprie ansie.

Questa è una delle tante ragioni per cui vale la pena iniziare un percorso di psicoterapia e autoesplorazione di sé.

Se vuoi saperne di più, contattami per una prima consulenza.

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